Università degli Studi di Catania

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Università degli Studi di Catania
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Stato Italia Italia
Città Catania
Nome latino Siciliae Studium Generale
Fondazione 19 ottobre 1434
Tipo Statale
Dipartimenti 22
Corsi di laurea 99

42 di I livello (laurea)
50 di II livello e 7 a ciclo unico (laurea magistrale)

Rettore prof. Giacomo Pignataro
Studenti 56 015 (di cui 2 308 di terzo livello) (2013) [1]
Dipendenti 2 607 (1 443 docenti di ruolo  1 166 personale tecnico-amministrativo) (2013) [1]
Affiliazioni UNIMED
Sport CUS Catania
Sito web www.unict.it
 

L'Università degli Studi di Catania (o Siciliae Studium Generale, Siculorum Gymnasium, Studij Publici o Almo Studio), fondata nel 1434, è la più antica università della Sicilia, la tredicesima in Italia e la ventinovesima al mondo. È una delle maggiori università italiane per numero d'iscritti[1]. È presente nell'Ateneo un istituto per l'Alta Formazione Universitaria, la Scuola Superiore di Catania, inserito nella Rete nazionale delle scuole di eccellenza.

Storia dello Siciliae Studium Generalemodifica | modifica sorgente

Di un Gymnasium a Catania si ha notizia sin dal V secolo a.C., epoca in cui sarebbe avvenuta la fondazione di una accademia degli Omosipii da parte del legislatore Caronda[2]. Tale ginnasio risulterebbe ai tempi di Ippocrate il terzo dopo Rodi e Cnido[3]. Tuttavia le fonti rimangono ombrose sino ad un presunto restauro ad opera del console Marco Claudio Marcello e con l'ubicazione dello stesso presso l'attuale Castello Ursino, perlomeno se così vada intesa la tradizione riportata dal De Grossis[4] che vide il reimpiego dei materiali del ginnasio proprio per l'edificazione del maniero. Di questo Studium rimangono solo citazioni presso svariate fonti[5].

L'attuale Ateneo ha radici storiche più recenti, a partire dall'impulso di tal Pietro Rizzari[6] che fece inoltrare al senato civico un'istanza per la sua fondazione il 19 ottobre del 1434 ad Alfonso il Magnanimo. La bolla pontificia[7] di Eugenio IV che autorizzò la costituzione fu emanata il 18 aprile 1444. L'Università era autorizzata a tenere diversi insegnamenti: Teologia speculativa, dommatica e morale, Diritto civile, canonico e feudale, Istituzioni romane, Medicina, Chirurgia, Filosofia, Logica, Matematica ed Arti liberali. Le prime lezioni pubbliche si ebbero alla fine del 1445, grazie al viceré Lupos Ximenes da Urrea.

Poteva inoltre conferire in esclusiva Lauree, Baccellierati (baccalauream) ed altre licenze (simili a diplomi professionali). Gli allievi del Collegio Domenicano di Palermo dovevano quindi presentarsi a Catania per il conseguimento dei titoli; Messina, invece, ottenne nel 1548 la concessione dello Studium, che però perse a seguito delle ribellioni del 1674-1678. Le licenze erano in Medicina e Chirurgia e in utroque (entrambi), i Baccellierati in Teologia, Medicina ed Arti, mentre le Lauree (il titolo più prestigioso)[8] in Teologia, Diritto canonico, Diritto civile (e in utroque), Arti liberali, Medicina e Chirurgia. I corsi[9] iniziarono il 19 ottobre 1445, con sei docenti e vennero inizialmente tenuti in una costruzione che sorgeva in Piazza del Duomo, a fianco della Cattedrale di Sant'Agata, nei pressi dell'attuale Seminario dei Chierici. La prima Laurea venne conferita al siracusano Antonio Mantello nel 1449. Nel corso del XVI secolo venivano rilasciati circa venti-venticinque titoli all'anno, mentre alla fine del secolo si arrivò anche a 50 titoli all'anno.

Il Palazzo dell'Università, sede del Rettorato.

Nel 1684 l'Università fu trasferita nei locali fino ad allora occupati dall'ospedale San Marco (trasferitosi nell'ex-monastero di Santa Lucia, nei pressi dell'attuale Ospedale Vittorio Emanuele, in via Ospedale vecchio), fino al 1693 quando il terremoto ne distrusse la fabbrica. Da allora le attività si spostarono in alcuni locali alla Marina, fin quando non furono terminati i lavori per la costruzione del nuovo Palazzo dell'Università (iniziati nel 1696 sulle rovine del precedente edificio), che diverrà sede definitiva sino ad oggi. Nel XVII secolo lo Studium godeva di una buona reputazione in quanto uno dei pochi, nel Regno di Spagna, a rilasciare titoli degni di considerazione (al pari delle università di Salamanca, Valladolid ed Alcalà).

Nel 1779 si ha una riforma dello Studium: in quel periodo gli studenti erano circa duemila. Le cattedre vengono portate a trenta (con una prevalenza di cattedre in Legge e Medicina). Nel 1788 fu creata la prima cattedra di Botanica che venne affidata a Matteo Di Pasquale[10]. Nel corso dell'Ottocento nascono altre istituzioni: l'Accademia Gioenia per lo studio delle Scienze naturali, su progetto di Giuseppe Gioeni d'Angiò nel 1824, l'Osservatorio meteorologico nel 1835, per iniziativa di Carlo Gemmellaro, l'Osservatorio Astronomico e l'Orto botanico nel 1858. Nasce la cattedra di Economia politica. Nello stesso secolo, avviene una forte riduzione del numero di studenti, causato dall'istituzione dell'Università di Palermo nel 1805 ed il ripristino dell'Università di Messina nel 1838. Il crollo del numero degli studenti viene in parte frenato da un provvedimento del re Ferdinando II, che determina il bacino territoriale delle tre università siciliane (Catania ha l'esclusiva per gli studenti della sua provincia, di quella di Noto e di Caltanissetta).

Con l'Unità d'Italia entra in vigore la Legge Casati che ripristina l'ufficio del Rettore (abolito nel 1779), stabilendo che venga eletto tra i professori (e non più tra gli studenti dell'ultimo anno, come prima dell'abolizione) e stabilisce cinque facoltà per l'Università: Filosofia, Lettere, Giurisprudenza, Scienze fisiche e matematiche, e Teologia. Viene abolito il provvedimento di Ferdinando II e nel 1862 la legge De Sanctis ne stabiliva il declassamento al secondo ordine. Nel 1867 gli iscritti erano appena 143. Dal 1877 è il potere locale a sostenere finanziariamente e politicamente l'Università, che riesce così a rilanciarsi ed essere riammessa, nel 1885 tra le Università di primo ordine. È l'epoca dei Majorana (Salvatore ed i figli Giuseppe, Angelo e Dante) e di De Felice.

La facciata del Monastero dei Benedettini, che ospita le Facoltà di Lettere e Filosofia e Lingue e Letterature Straniere.

Tra la fine dell'Ottocento ed i primi del Novecento è l'era d'oro dell'ateneo: Mario Rapisardi, Luigi Capuana per la letteratura, ma anche una grande quantità di scienziati. In questi anni si rafforza lo storico asse Legge-Medicina, le due facoltà "forti".

Con i Cinquecento anni dalla nascita dell'Università, si avvia il consolidamento e l'espansione territoriale ed edilizia dell'ateneo: si sviluppano gli insediamenti di Via Androne e nasce il Palazzo delle Scienze (insieme alla nuova Facoltà di Economia). L'università entra tra i poteri forti del capoluogo, si accresce il numero degli studenti (in particolare di Medicina) e aumenta la presenza di cliniche universitarie presso gli ospedali cittadini. Nel corso del rettorato di Cesare Sanfilippo (1950-1974) si avviano i progetti e la realizzazione della Cittadella Universitaria e del Nuovo Centro Universitario Clinico-Scientifico di S. Sofia (il Policlinico) e la facoltà di Giurisprudenza si insedia a Villa Cerami.

Nel successivo rettorato di Gaspare Rodolico (1974-1994) si ha l'insediamento delle facoltà scientifiche nella nuova cittadella mentre si sceglie di lasciare le facoltà umanistiche nel centro storico, con l'insediamento della Facoltà di Lettere e Filosofia nel prestigioso Monastero dei Benedettini, l'allargamento di Giurisprudenza, l'acquisizione del Palazzo Sangiuliano, per i servizi amministrativi, e l'insediamento della Facoltà di Scienze Politiche al Palazzo Paternò-Raddusa. Negli anni novanta, a seguito dell'ulteriore aumento del numero di studenti e della diversificazione della domanda tra le Facoltà, si ingrandisce e diversifica l'offerta formativa; si ha inoltre la nascita delle sedi decentrate, ospitanti svariati corsi di laurea. Nel 1998 nasce la Scuola Superiore di Catania.

L'Ateneo oggimodifica | modifica sorgente

La sede centrale dell'Università è a Catania, in Piazza Università 2.

Attuale Rettore è il professore Giacomo Pignataro (SSD SECS-P/03 - Scienze delle Finanze) in carica dal 13/03/2013, coadiuvato dal prorettore, prof.ssa Alessandra Gentile (SSD AGR/03 - Arboricoltura generale e coltivazioni arboree) in carica dal 28/03/2013.

Facciata del Palazzo delle Scienze, che ospita la Facoltà di Economia.

Offerta formativamodifica | modifica sorgente

L'offerta formativa è costituita da 42 corsi di laurea, 50 di laurea magistrale, 7 di laurea magistrale a ciclo unico. Per la formazione post-laurea sono attivi master universitari (in numero variabile di anno in anno) e 48 Corsi di Dottorato di Ricerca.

Con il nuovo statuto[11], in vigore dal 15 dicembre 2011, in applicazione di quanto previsto dalla legge 240/2010, le facoltà non sono più strutture dell'ateneo. Dal 1 marzo 2012[12] sono state sostituite dai dipartimenti.

L'ateneo è dunque organizzato in 22 dipartimenti[13]:

Dipartimenti ex Facoltà di afferenza Polo amministrativo-contabile
Gestione dei sistemi agroalimentari e ambientali Agraria PAC 1
Scienze delle Produzioni Agrarie e Alimentari
Scienze bio-mediche Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali PAC 2
Scienze biologiche, geologiche e ambientali
Scienze umanistiche Lettere e Filosofia PAC 3
Scienze della formazione Scienze della Formazione
Scienze del farmaco Farmacia PAC 4
Scienze chimiche Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Fisica e astronomia
Matematica e informatica
Giurisprudenza Giurisprudenza PAC 5
Ingegneria civile e architettura Architettura (a Siracusa)[14] e Ingegneria PAC 6
Ingegneria elettrica, elettronica e informatica Ingegneria
Ingegneria industriale
Scienze politiche e sociali Scienze Politiche PAC 7
Economia e impresa Economia
Anatomia, biologia e genetica, medicina legale, neuroscienze, patologia diagnostica, igiene e sanità pubblica Medicina e Chirurgia PAC 8
Biomedicina clinica e molecolare
Chirurgia
Scienze chirurgiche, trapianti d'organo e tecnologie avanzate
Scienze mediche e pediatriche
Specialità medico-chirurgiche
La biblioteca Ursino-Recupero, sita nel Monastero dei Benedettini.

Ricercamodifica | modifica sorgente

Oltre ai dipartimenti, sono presenti dieci centri di ricerca:

  • Centro di Archeologia cretese
  • Centro di Documentazione e studi sulle organizzazioni complesse ed i sistemi locali
  • Centro di Ricerca finalizzata sulla giustizia dei minori e della famiglia
  • Centro di Ricerca finalizzato "la grande senescenza"
  • Centro di Ricerche sulle cause di degrado per il recupero dei beni culturali e monumentali
  • Centro microscopia elettronica
  • Centro interdisciplinare per problemi applicati alla ricerca informatica
  • Centro di ricerca sulle tecnologie informatiche e multimediali applicate al diritto
  • Centro universitario per l'innovazione tecnologica nello studio dei sistemi socio-linguistico territoriali dell'area euromediterranea
  • Centro universitario per la tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agro-ecosistemi (CUTGANA)

Magnifici Rettorimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rettori dell'Università di Catania.

La Cittadella Universitariamodifica | modifica sorgente

La Cittadella Universitaria di Catania è il principale polo scientifico dell'università. Si trova sulla collina Santa Sofia a nord della città. È stata progettata e costruita nel 1961 dall'architetto Luigi Piccinato.

Dipartimenti presentimodifica | modifica sorgente

La Cittadella ospita i dipartimenti delle aree Agraria, Architettura, Farmacia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Vi si trova un ambulatorio per il dipartimento di Medicina e Chirurgia, il policlinico universitario, vari laboratori, l'osservatorio astrofisico, alcuni istituti del CNR e la sede di uno dei quattro laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.

Centro Universitario Sportivomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi CUS Catania.

La Cittadella Universitaria è anche sede degli impianti sportivi del CUS. Vi si trova un campo in erba in cui molte squadre catanesi di vari sport disputano il precampionato (tra cui anche l'Amatori Catania di rugby, che ha disputato le prime partite di campionato nel 2005-2006). Il campo di pallacanestro è il più capiente dopo il PalaGalermo in città e ha ospitato anche la Serie B2 nel biennio 1999-2001[15].

Controversiemodifica | modifica sorgente

L'8 novembre 2008, l'edificio 2 della Cittadella Universitaria, sede della Facoltà di farmacia, venne posto sotto sequestro preventivo per accertamenti riguardanti la presenza di sostanze altamente nocive[16]. Lo smaltimento inadeguato di rifiuti tossici ha portato complessivamente alla morte di 15 ricercatori[17].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c Università di Catania, Piano Strategico di Ateneo 2013-19 (PDF) in Unict.it, 30/01/14, p. 7. URL consultato il 30/01/14.
  2. ^ Diodoro Siculo Libro XII, 12-13
  3. ^ Mercuriale recita Hippocratis aetate tria tantum famae celebritate praeclara recensebantur Lycea (scolae); alterum Rodi, alterum Cariae Cnido, tertium in Sicilia Catanae; cfr. Pasquale Castorina, Catania E Dante Alighieri: Ovvero Uno Sguardo Retrospettivo Di Anni Seicento, Catania 1883, pp. 90-91
  4. ^ J. B. De Grossis, Catanense Decachordum sive novissima sacrae Catanensis Ecclesiae notitia, T. I, Catania 1642, p. 201
  5. ^ Secondo Giuseppe Carnazza Amari era paragonabile all'accademia degli Omocapui di Creta e alla Fidditia di Sparta e venne visitata da Eschilo, Pindaro e Platone. L'Accademia, considerata dallo studioso "il primo esempio di scuola pubblica italiana", avrebbe fatto meritare alla città il titolo di Atene della Sicilia e di splendida sapiente. Sempre per il Carnazza Amari spiccò nei campi delle lettere e, sotto Manlio Sosio, della filosofia; cfr. Giuseppe Carnazza Amari, Sul diritto che ha l'archiginnasio di Catania di essere riconosciuto università di prima classe, Catania 1867.
  6. ^ G. Carnazza Amari, op. cit.
  7. ^ La bolla, richiesta dall'Abate catanese Giovanni de Primis, in seguito nominato Vescovo e cardinale, accordò gli stessi privilegi concessi all'Università di Bologna.
  8. ^ I primi professori furono Blasco Santangelo ordinario di diritto civile, Giovanni Rizzari insegnante di Pandette, Enrico Campisano e Pietro Alessandrano docenti di medicina, Giovanni di Messari docente di diritto canonico. Il primo rettore fu Antonio Mantello. (cfr. Domanda della Regia Università di Catania al Re Vittorio Emmanuele e al parlamento italiano in Torino per essere uno degli archiginnasii d'Italia, G. Galatola 1861; ed inoltre vedi Giornale letterario dell'accademia Gioenia, Catania 1853).
  9. ^ Il corso di studi per ogni facoltà era di 5 anni cui seguiva un pubblico esame, a seguito della quale veniva conferita laurea dottorale, che dava la possibilità di esercitare la professione, l'attività di docenza e le magistrature. Alcuni privilegi negli impieghi furono mantenuti fino al 1778, e tra questi che dei sei giudici della Gran Corte di Palermo almeno 2 fossero laureati a Catania. (Cfr. Giornale di scienze, letteratura ed arti per la Sicilia, Palermo 1841)
  10. ^ La Botanica a Catania
  11. ^ Nuovo statuto dell'Università di Catania
  12. ^ Istituzione dei poli amministrativo-contabili (pac)
  13. ^ http://www.unict.it/content/dipartimenti
  14. ^ Facoltà di Architettura dell'Università di Catania, sede siracusana
  15. ^ 1999-2000: Cus Catania 10º in Serie B2/d in Basket Catanese. URL consultato il 30 gennaio 2011.
  16. ^ Michela Giuffrida, Catania, provvedimento shock sequestrata facoltà di Farmacia in la Repubblica, 9 novembre 2008, p. 17. URL consultato il 7 aprile 2011.
  17. ^ Alessandra Ziniti, Catania, strage nell'aula dei veleni. A Farmacia morti 15 ricercatori in la Repubblica.it, 7 dicembre 2008. URL consultato il 7 aprile 2011.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giuseppe Giarrizzo (a cura di), Lezioni inaugurali 1861-1999, Catania, 2001
  • AA.VV., Storia dell'Università di Catania dalle origini ai giorni nostri, Catania, Regia Università di Catania, 1934

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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