Indicazioni per Una...Fuga
Editoriale a cura di Davide Suraci


Le Indicazioni Nazionali sui Piani di Studio Personalizzati (potete leggerle scaricando il documento da qui: ) che il Ministero dell'Istruzione ha diramato fra le brume di Dicembre non ci colgono di sorpresa. Confermano la tendenza, ormai in atto da anni, che fa assomigliare ogni riforma in ambito scolastico (diremmo così anche per l'università e tutto quanto attiene la formazione e l'educazione) ad un paravento sforacchiato non più in grado di celare i bubboni dello scheletrico ammalato.

"...Le Indicazioni esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuole secondarie di 1° grado del Sistema Nazionale di Istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all'istruzione e alla formazione di qualità....".

Con questa affermazione iniziale:"...i livelli essenziali di prestazione..." il Sistema Nazionale di Istruzione si fa garante di una serie di diritti ma, ci chiediamo, con quale coraggio riesce ad utilizzare la parola qualità? Come conciliare l'essenziale con la qualità? Quest'ultima non si consegue forse avendo davanti dei termini di paragone (un sistema nazionale di valutazione storico e consolidato) che permettano al sistema e ai suoi gestori (lo Stato) di valutare sé stesso e i suoi cittadini portatori di diritti ma anche di doveri?

Nelle "Indicazioni", viene individuata la consapevolezza quale mezzo per conseguire finalità di educazione integrale della persona, collocazione nel mondo, orientamento, identità, della motivazione e del significato, della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi, della relazione educativa nell'ambito del processo formativo ed altri che si riferiscono all'apprendimento.

Il documento sottolinea l'importanza dei Piani di Studio Personalizzati quali strumenti per facilitare la creazione in itinere di percorsi individuali di apprendimento. Già, ma dove sta il metodo di apprendimento? Forse le conosciutissime tecniche di lettura e di scrittura, di memorizzazione che vengono citate?

Non una parola viene spesa a favore del principio dell'apprendimento cooperativo e della cooperazione reciproca fra allievi e insegnanti, mentre si tenta di coinvolgere la famiglia in una non meglio definita cooperazione educativa. Forse un ulteriore tentativo di delegare la responsabilità dell'orientamento, salvo poi accorgersi che è meglio rivolgersi ad una scuola non statale per chiedere una costosa consulenza?

Il "Portfolio" delle competenze accumulate, poi, dovrebbe servire ad orientare la famiglia. Sembra ripetersi quello che è da sempre accaduto negli oscuri antri di moltissime scuole non statali: è infatti serio il rischio di delegare ad altri la scelta dei percorsi formativi sulla base dei bisogni contingenti dettati dall'esigenza di accumulare numeri per costituire classi.

Considerato che tali indicazioni si riferiscono ad una fascia di studenti che, a quell'età, necessitano di punti fermi, di consolidamenti culturali e metodologici, di acquisire capacità per creare delle connessioni interdisciplinari, come conciliare la personalizzazione dei piani di studio con queste esigenze? Non vanno esse in direzione diametralmente opposta? Per molti decenni i primi tre anni delle scuole del ciclo superiore hanno rappresentato la cartina-tornasole dell'efficacia e dell'efficienza dei processi formativo-educativi che avevano modellato l'allievo nella fase conclusiva del ciclo primario.

I piani di studio personalizzati di universitaria memoria non presupponevano forse l'esistenza di una sia pur minima conoscenza, abilità e competenza nell'ambito delle discipline che in precedenza avevano ricevuto un consolidamento?

Già da decenni accade che i nostri allievi peggiori procedano di pari passo con quelli più validi; si adeguano, artatamente, i traguardi alle capacità dei soggetti. Non si stabiliscono degli obiettivi da raggiungere; si definiscono dei traguardi variabili e soggettivi abbassando il livello culturale dei soggetti e contribuendo allo scadimento e al fallimento di quelli che dovrebbero essere gli anni più preziosi della loro vita...L'appiattimento si riconferma così il metodo per....... ..... non valutare le reali potenzialità di crescita dei futuri soggetti sociali.

L'aborto del sistema nazionale di valutazione, decretato dai precedenti governi, sembra ripetersi anche in questa puntata. La valutazione, infatti, viene considerata una tappa, come se si trattasse di un atto formale di trascurabile importanza.

Ciò fa il paio con lo smantellamento delle macerie di ciò che era il sistema nazionale della ricerca e dell'università. Un colpo da una parte e uno dall'altra...

La grande fuga dei nostri migliori ricercatori e scienziati non è una novità: in non pochi casi, dei brillantissimi laureati si spostano all'estero, con grandi sacrifici, e poi il loro curriculum non viene considerato minimamente quando manifestino il lecito desiderio di accedere all'insegnamento in una qualsiasi scuola italiana. Ancora una volta, come non smentisce l'italica tradizione, chi possiede dei considerevoli appoggi percorre delle brillanti (brillanti? Come quelle del Re degli Imbecilli?) carriere grazie alle lobbies che è riuscito ad ingraziarsi; chi ha studiato, illudendosi che il valore avrebbe costituito il presupposto per il riconoscimento delle proprie capacità, si ritrova come un ingranaggio piccolo piccolo che non è consapevole nemmeno del perché gira (quando gira)...

No, mi sembra che, anche questa volta, abbiamo allargato - come società - grazie ai suoi degni rappresentanti - il precedente, enorme, buco nell'acqua.

Essere consapevoli non sarà sufficiente se non verranno stabiliti dei traguardi che pongano il soggetto dinnanzi a dei riferimenti. E questi non possono essere confusi con i modelli che nel documento sulle "Indicazioni Nazionali" vengono ribaditi. I modelli hanno connotazione statica e non sono sollecitatori di potenzialità: i riferimenti, invece sono i veri contenuti, questa volta rivelatori di fatti, di certezze che devono porre chi apprende nella condizione di raggiungere non una consapevolezza ma un' auto-consapevolezza...

Senza queste premesse, ai nostri giovani si offriranno solo illusioni e delle valide "Indicazioni per una Fuga"......


Davide Suraci 28 Gennaio 2003

Ti invito a dire la tua nel blog di questo editoriale. Sei la/il benvenuta/o!!









tick TerritorioScuola.com

Copyleft 1999-2017 TerritorioScuola. Some rights reserved. Informazioni d'uso

Creative Commons License
Salvo nei casi in cui sia diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons.
TerritorioScuola Home Page