Le Differenze Che Sono Fra Di Noi
Editoriale a cura di Davide Suraci


Nell'Area Sondaggi di TerritorioScuola InterAzioni, anonimo scrive:....

"...Il crocefisso essenza stessa della nostra cultura?
Ma quanti significati ha assunto questo simbolo in tempi diversi?
E qual è il significato che assume in questi ultimissimi giorni?..."


fleetstreet risponde:

Il crocefisso sembra essere una delle molteplici rappresentazioni delle realtà umane che si sono succedute nel tempo.

Se consideriamo che il papato ha esercitato nei secoli, direttamente o indirettamente, delle estese influenze politiche e militari e che ha intascato le ricchezze materiali di interi continenti (oggi, naturalmente, seguono strade diverse ma che portano a identici fini) e di numerose generazioni, giungendo pressoché inalterato ai giorni nostri, allora possono diventare più chiari i contorni delle possibili spiegazioni circa la sua essenza.

Chi ha studiato un po' di psicoanalisi conosce benissimo il meccanismo con cui è possibile innescare nei soggetti influenzabili qualunque tipo di sentimento e qualunque tipo di percezione della realtà: i simboli si prestano benissimo a questo scopo. La croce è uno di questi.

Le presunte sacre scritture (ma di saggezza ne sono pervasi moltissimi testi presunti sacri) contengono delle cose interessanti e giuste circa i rapporti sociali e delle persone con la divinità. Mi sembra di aver capito che la dimensione individuale, entro cui il singolo percepisce ciò che è sacro, sia stata spazzata via da coloro che hanno ereditato lo scettro del condizionamento psicologico di massa in quanto maggiormente funzionale agli scopi da raggiungere. Il credente, giustamente (dal suo condizionatissimo, ancestrale, punto di vista), identifica inconsciamente il crocefisso come mezzo di remissione dai suoi peccati quotidiani, dalle sue incoerenze e così si auto-assolve.

Ai fini pratici, evidentemente, sia il presunto mediatore della divinità, sia il peccatore che la fece finire sulla croce sono così sgravati dal compito di dover dare delle spiegazioni al prossimo in quanto vi è qualcuno (?) che garantisce per tutti.

Grazie a queste continue assoluzioni, il patrimonio e le influenze politico-economiche dello Stato Vaticano hanno potuto raggiungere una durata e un'estensione territoriale che non ha precedenti nella storia dell'umanità.

La croce è pertanto solo un mezzo (che viene abbondantemente confuso dai credenti con le tradizioni) per ricordare ai sudditi la loro nullità dinnanzi al mistero...
I media offrono in pasto all'opinione pubblica la diatriba crocefisso sì - crocefisso no perché fa vendere qualche copia in più o incrementa l'ascolto di qualche canale televisivo. Come mai, mi chiedo, nessuno di questi presunti media ha mai provato a far nascere nelle coscienze delle domande sul perché di tutti i guai delle società moderne e non?

Il discutere di simboli, ai giorni nostri, è il mezzo migliore per distogliere l'attenzione da problemi ben più gravi che attanagliano la nostra società e che potrebbero trovare una parziale soluzione (paradossale ma riscontrabile!) proprio attraverso l'interpretazione ed applicazione dei varii messaggi cristiano, maomettano, confuciano, ecc.,originari...

Una società progredita (la sua coscienza) dovrebbe avere come traguardo non l'assoluzione dai peccati, bensì la costruzione di una società civile in continua evoluzione che rispetti la dimensione mistica di ognuno sollecitandolo a porsi delle domande, piuttosto che reiterare in lui un senso di colpa.

I simboli (quelli di un autentico progresso etico) dovrebbero perciò esistere solo nei veri luoghi della fede: le coscienze di ognuno di noi....

Forse potrebbe essere una possibile strada per avvicinarsi veramente ad un tentativo di percezione del divino...Senza differenze!!!

Davide Suraci - fleetstreet
30 Ottobre 2003
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