Lettera di Natale e per l'anno che verra'..
Editoriale a cura di Davide Suraci


Carissimi amici,

desidero ringraziarvi tutti per il vostro "silente" ma attento "ascolto" verso i contenuti che, di volta in volta, si succedono attraverso le pagine del nostro sito. TerritorioScuola nasce come progetto finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo pedagogico, molto importante, del recupero del valore educativo della comunicazione integrata con la condivisione. Tutti voi sapete benissimo quanto sia vitale scambiarsi idee, esperienze, materiali al fine di trovare dei nuovi spunti per un rinnovamento dell'"essere" educatori, studenti, formatori, insegnanti". Da quando, qualche anno addietro, la rete incomincio' a popolarsi, il panorama della scuola "virtuale" e' cambiato moltissimo e nessuno ha una pallida idea di come esso si evolvera'.

Molti fatti accaduti nella scuola "reale" degli ultimi dieci anni si sono succeduti senza che ce ne accorgessimo: i tentativi di creare, attraverso la rete, dei movimenti di opinione che coacervassero i "mille rivoli" dei saperi individuali e delle idee per una riforma consapevole sono miseramente naufragati: paradossalmente, i maggiori successi attraverso internet li hanno conseguiti le peggiori attivita' criminali.

Di certo, molti tentativi di riforma sono "piovuti" dall'alto e li abbiamo subiti numerose volte senza essere stati realmente una "controparte" sociale in grado di proporsi. La percezione che personalmente ho acquisito frequentando i vari "cenacoli" internettiani e' stata (ed e') quella che spesso internet viene considerata un luogo dal quale prendere indiscriminatamente come in un pozzo senza fondo.

Moltissimi non si sono ancora accorti che internet possiede delle potenzialita' che permetterebbero di creare in poche ore (come fanno i virus) dei movimenti di opinione che potrebbero cambiare il corso della storia...Moltissime associazioni culturali e professionali di insegnanti, genitori, studenti, potrebbero "sedersi" intorno ad un' enorme tavolo virtuale e discettare su "cosa", "come", "dove", "quando" fare una riforma voluta in modo che, maieuticamente parlando, possa diventare un'autentica espressione di democrazia popolare..

Quale scuola reale desidereremmo? Per quali obiettivi? La scuola puo' essere considerata alla stregua degli altri "valori" mercantilistici? Non dovremmo forse rifiutare come persone, ancor prima che come insegnanti, l'idea che la formazione delle persone debba avere un "valore" dipendente dal "prezzo di mercato" del servizio? E ancora: attraverso la medesima "logica" non rischieremmo forse di asservire la nostra cultura alle brame utilitaristiche di un sistema che intende acquisire competitivita'sui mercati internazionali puntando su "inglese e computer"?

Siamo poi veramente sicuri che il binomio inglese-computer sara' una risposta culturale forte nei confronti di una competitivita' che muta ogni 24 ore? Cosa dire dei nostri giovani che il computer e l'inglese li conoscono grazie ai videogames? La nostra societa', dai livelli piu' bassi, questi fenomeni di importazione li assorbe gia' attraverso i media alla stessa stregua della cola e e degli ham..

L'orientamento scolastico: perche' non ne ha mai parlato nessuno? Migliaia di nostri giovani non rendono a scuola (salvo casi legati piu' alla patologia irreversibile che al disagio) perche' qualcuno li ha costretti o consigliati male (oppure non li ha consigliati affatto). Quanto e' stato investito in questo settore?

Questi solo alcuni degli aspetti che dovremmo considerare prima di optare a favore di interventi finanziari lanciati a destra e a manca senza tener conto della natura dei destinatari.

La scuola istituzionale ha sempre avuto nel nostro Paese il ruolo (nel bene e nel male) importantissimo di formare (bene o male) dei cittadini - anche se, talvolta, i risultati possono aver lasciato a desiderare - ; quali garanzie potra' offrire la scuola non istituzionale? E quale tutela istituzionale nei confronti di coloro che non desiderano avvalersi delle scuole "confessionali"?

Come tener conto poi delle confessionalita' che stiamo importando? Prospereranno le scuole gestite dagli ex-venditori di tappeti?

In queste logiche di "riforma" molte cose sembrano non quadrare:

1. vengono privilegiati degli obiettivi speculativi di brevissimo periodo;

2. sembra essere ignorato il nostro patrimonio storico e culturale;

3. non si guarda alla nostra collocazione economica nel contesto mondiale;

4. non viene escogitato alcun tentativo di recupero dell'identita' culturale locale e di quella nazionale...

Questi ed altri problemi ci porteremo dietro nell'anno che verra'.. Voi che cosa ne pensate? Un sincero augurio ed un GRAZIE a tutti voi!
(Davide Suraci).



Davide Suraci (01 Gennaio 2002)

 

 









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