La Memoria deve Abbracciare Tutte le Identità
Editoriale a cura di Davide Suraci


L'olocausto non è uno solo...


L'olocausto continua. Da millenni si perpetra l'assassinio dolce, violento, lento, rapido, con la mannaia, in guanti bianchi, di miliardi (?) di persone innocenti che, a vario titolo, sono finite nelle mani degli assassini di turno.

Ricordare può essere un mezzo freudiano per riportare a fior di coscienza e di conoscenza degli orrori (o degli errori?) commessi da esseri umani organizzati: ma quanta consapevolezza guidava le coscienze di chi comandava e di chi eseguiva?

Non eravamo forse ieri soggetti alle decisioni di nuclei sociali politicamente rilevanti che stabilivano l'ora della pace e quella della guerra?

Non lo siamo forse oggi?

Certa umanità intrisa di sete di potere lo ha sempre esercitato senza badare troppo all'etica. La sete di ragione e di prevaricazione ha sempre prevalso sulla sete di umiltà e di dignità.

Moltissimi di quelli che hanno fatto la storia, la politica, la religione (e li ricordiamo sempre come tali) hanno sparso del sangue in nome di chissà quale giustizia (sicuramente non in contrasto con la loro etica).

Pochissimi di coloro che adesso sono in vita pensano al presente e al loro essere sociali in termini tali da influire positivamente su di esso.

Lasciamo fare, tolleriamo, non commentiamo, solleviamo le spalle, procrastiniamo.

Facciamo silenzio. E, silenziosamente, quella storia cambia noi e il nostro futuro....

Commemoriamo, solennemente, milioni di vittime: non dovremmo forse ricordare anche quelle presenti e future?

Che senso ha, allora, fare memoria solo di alcune in un solo giorno? Perché fare riferimento solo all'olocausto?

È forse quello dei milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame un olocausto figlio di un Dio minore? Pensiamo che questi bambini muoiano per carità divina?

Oppure a causa di accordi internazionali legati al mercato delle risorse sulle quali quei disgraziati hanno l'assurdo privilegio di camminare senza poterle raccogliere?

Come mai queste vittime non le ricorda nessuno? Forse perché non rendono abbastanza a chi le vuole ricordare?

In nome di quale assurda giustizia o tornaconto (individuale o collettivo che sia) si può giustificare l'assassinio anche di un solo essere?

Ricordiamo il passato per dimenticare i crimini del presente?

Davide Suraci - scrivi@territorioscuola

Pubblicato il 27 Gennaio 2004

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