La Scuola del SuperMercato
Editoriale a cura di IlCappero


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La circolare ministeriale, (Circolare n. 46 prot. n.178 del 24 aprile 2002) , relativa alla stipula di contratti di lavoro a prestazione d'opera nei riguardi del personale docente, rappresenta una svolta epocale nel senso che viene riconfermata (questa volta in modo istituzionale) la volontà di dare ampio spazio di manovra a quei centri di interesse che, di fatto, hanno gestito la scuola non statale negli ultimi decenni: i contratti di prestazione, ci raccontavano una volta i sindacati scuola, non erano forme di contratto regolari; esse dovevano essere trasformate dal gestore della scuola privata in contratti da dipendente e i contributi dovevano essere versati interamente.....

Il punteggio conseguito nelle scuole legalmente riconosciute, per essere valido, doveva essere coperto dal punto di vista contributivo.
In molti casi, gli enti preposti non vigilavano sulla regolarità dei contratti, sulla loro decorrenza (versamenti INPS fittizi, date di assunzione virtuali,ecc...); in altri casi ci raccontavano che potevamo fare ricorso contro l'allora MPI per evitare le discriminazioni sui contributi versati e poi ci vedevamo, come d'incanto, reinseriti in graduatoria permanente a partire da una certa data.....

I contratti per i lavoratori delle scuole private sono stati sempre interpretati ed applicati in modo molto opportunistico: si pensi ai numerosissimi casi in cui le scuole non statali hanno applicato le modalità di assunzione che, in un dato momento, ritenevano più comodo impiegare. Così si poteva assistere a ricatti del tipo: se vuoi lavorare, queste sono le condizioni e, in altri casi, vi si aggiungeva la clausola della penale da pagare se il lavoratore mollava la sedia per accettare una supplenza in una scuola statale.

Le tariffe retributive applicate nei confronti del lavoratore poi, erano quanto di contrattativo e sporco potesse circolare fra le persone, i centri di interesse e chi doveva tutelare...Si andava dalle tariffe per i fessi che avevano bisogno di lavorare, fino a quelle per i prestatori d'opera onorari che, gia' lavoratori influenti all'interno di altre scuole, potevano tornare utili durante le sessioni d'esame.....


Caro Direttore,


potrei continuare ma il resto è storia nota; oggi, grazie a quella circolare cio' che era il passato diventa il futuro e, se queste sono le premesse, c'è poco da sperare sul futuro della nostra scuola (di ciò che rimane) ; pensiamo al ruolo sociale che bene o male, ha svolto negli ultimi cento anni; pensiamo alla qualità della nostra formazione (appartengo alla schiera degli ultracinquantenni) e confrontiamola con quella dei nostri laureandi o studenti di scuola superiore.....No, non è nostalgia di un passato che non ritornerà, ma la speranza che le nostre coscienze collettive e altruistiche possano risvegliarsi per collaborare per un futuro migliore.

In fondo la colpa è anche nostra, in quanto abbiamo lasciato fare troppo ....

IlCappero



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