Tagliare il Nostro Futuro
Editoriale a cura di Davide Suraci


Investire in etica: è fattibile?


È ormai chiaro che i tagli operati sui conti pubblici rientrano nella categoria del: "O'vulite? Accattatevillu!" (Lo volete? Compratevelo!).

Sicuramente, negli ultimi 50 anni di ResPublica, una spesa dissennata è stata condotta da molti governi, ma non riusciamo a capire perché proprio la scuola e la sanità debbano pagarne le conseguenze.

I nostri attuali governanti ,solo apparentemente, tentano di sanare una voragine di debiti che (anche) loro sanno essere un pozzo di San Patrizio. Ne stanno approfittando grazie anche alla confusione innescata dal reale potere di acquisto dell'Euro, autentica sanguisuga di migliaia di miliardi (di lire) dalle tasche dei percettori di redditi medio-bassi, fra i quali il personale della scuola.

La nostra politica, purtroppo, non investe in etica, anzi approfitta del paravento dell'etica per vantare un prestigio di pseudo-promozione del sociale che in realtà non possiede...

La promozione del solidarismo sociale necessita di cultura e questa deve essere, almeno in misura minima, una premessa condivisa da tutti, oltre ogni settarismo religioso, pseudo-religioso, politico o pseudo-politico che dir si voglia.

La scuola, come un'enorme foresta, deve essere tutelata da un organismo super partes che garantisca la nascita, la continuità e l'evoluzione dei processi di maturazione etica, orientando, indicando e favorendo le inclinazioni dei singoli soggetti e dei gruppi, insegnando a superare i conflitti, non a tramandarli di generazione in generazione.

Lasciare il testimone di questo importante settore della nostra vita sociale nelle mani dei privati (pur essendo anche loro il diritto ad esercitare le funzioni di erogatori di formazione - ma senza oneri per lo Stato), significa accrescere ulteriormente i rischi delle speculazioni facili a danno - ancora una volta - dei cittadini. Dimenticarsi di ciò che è stata la scuola italiana (nel bene e nel male) vuol dire affondare nella polvere un patrimonio di conoscenze e di competenze che per maturare ci aveva messo secoli.

Mentre le nuove frontiere della pedagogia e della psicologia dell'educazione ci stanno suggerendo dei modi di educare e di formare improntati ai mutui solidarismi, non siamo ancora stati capaci di dire veramente di no.

Forse la scuola non ci ha insegnato abbastanza?

fleetstreet (Davide Suraci).
24 Settembre 2002

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